Osservatorio Scienza

Idee, opinioni, proposte per far crescere la scienza tra la gente!

Dalla terra al cielo: il laboratorio di Galileo

Grande successo del Laboratorio didattico interattivo di San Genesio e Uniti

Nell'anno internazionale dell'astronomia e in occasione del IV centenario del primo utilizzo del cannocchiale, è stata organizzata dal 2 marzo al 24 maggio dal Gruppo di Storia della Fisica del Dipartimento di Fisica "A. Volta" e dal Sistema Museale dell'Università di Pavia una mostra/laboratorio dedicata a Galileo, che si è avvalsa della collaborazione degli studenti di vari istituti superiori della provincia di Pavia in qualità di explainer. Un piccolo planetario ha permesso di fare osservazioni del Sole e delle fasi di Venere.

La manifestazione ci è stata segnalata da Lidia Falomo e Fabio Bevilacqua (curatori della mostra). Per contatti: tel. 0039 0382 987687
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Who is who

Paola Limone

Paola Limone è docente di scuola primaria e responsabile TIC presso il 1° Circolo di Rivoli (To), autrice del portale per minori "Siete pronti a navigare" e coautrice del motore di ricerca per minori "Ricerche maestre".

La scatola di Einstein

Martedì 11 marzo, a Verbania, presso l'ITIS Cobianchi, Giorgio Haeusermann e Marco Calò hanno proposto il loro spettacolo-lezione "La scatola di Einstein" che più volte abbiamo citato su OS. Nell'occasione una web-tv ha realizzato un breve filmato che proponiamo a tutti coloro che non l'hanno ancora visto.
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Prevedere i terremoti?


Direttore

Volutamente ci siamo tenuti fuori dall'orgia mediatica collegata al terremeto dell'Aquila, anche se il fatto in sé ha implicazioni enormi per chi si occupa di scienza. Ma Osservatorio Scienza fa né ricerca né divulgazione scientifica (caso mai le promuove). La nostra mission è quella di analizzare l'atteggiamento verso la scienza della società in cui viviamo, e su questo argomento la vicenda "terremoto" e le sue implicazioni mediatiche hanno molto da dire. Credo che ci siano due Italie. Non sapendo come chiamarle, provo a spiegarmi con un esempio.
Un paio di mesi fa a Milano si è verificata una nevicata molto intensa, ben al di sopra della media, che ha provocato forti disagi in città. Pesanti critiche all'amministrazione comunale, accusata di non aver provveduto a una adeguata rimozione della neve. (Io comunque al lavoro ci sono andato, con la metro e le ferrovie Nord). La protesta della "gente", espressa magistralmente dalle interviste televisive "sul campo", si potrebbe riassumere in queste parole: "Nevicava da matti, i marciapiedi erano ingombri di neve, nessuno la puliva e i mezzi non arrivavano". In qualche caso si è sollevato il tema della "prevedibilità delle nevicate". Bene, questa è una delle due Italie, quella che pensa che il cittadino abbia diritto ad una vita senza disagi, e che l'amministrazione pubblica abbia il dovere di garantirgliela.
Per questa Italia, chi governa ha il dovere di eliminare gli elementi naturali sgraditi (neve, freddo, pioggia, terremoti, ecc.) o perlomeno di nasconderne gli sgradevoli effetti. La dotazione di spazzaneve e di spalatori del Comune di Milano deve essere dimensionata in modo da garantire la totale assenza di disagio anche in situazioni fuori dalla normalità. L'idea che viviamo su un pianeta più o meno sferico, che viaggia nello spazio siderale protetto da una pellicina di aria e che ha un cuore di metallo fuso è stata rimossa. Questa è l'Italia numero uno. Questa Italia prende l'auto perché piove.
Non vi descrivo l'Italia numero due, ormai avete certo capito cosa intendo dire.
Nel caso del terremoto la storia si è ripetuta. Sul tema della prevedibilità del sisma c'è stato lo scontro più significativo: ho visto persone normalmente "ragionevoli" trasformarsi in inferociti "tecnici delle fughe di radon".
Sconvolto da tanta faciloneria, ho trovato pace solo leggendo l'articolo di Enzo Boschi sul Corriere della Sera (Boschi è il presidente dell'Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia) e appartiene di diritto all'Italia numero due.
Non mi sono più sentito solo.

Prima vittoria in Italia dei nativi digitali.


Direttore

Il ministro dell'Innovazione Renato Brunetta ha tenuto a battesimo la sperimentazione "A scuola con Jump PC", ed ha affermato che l'obiettivo da perseguire è "un PC per ogni alunno". Non possiamo che rallegrarci: evidentemente il dibattito sul rapporto tra scuola, ICT e digitali nativi incomincia a dare i suoi frutti!

Un computer per ogni alunno

L'esperienza di cui si parla è stata presentata al convegno ADI di Bologna di cui abbiamo parlato nei numeri precedenti di OS. Nell'occasione, Paola Limone, responsabile TIC della Scuola Don Milani del 1° Circolo di Rivoli (TO) con una relazione dal titolo "UN COMPUTER PER OGNI STUDENTE" aveva illustrato modalità e risultati di una sperimentazione in atto entro la quale gli alunni di una classe quarta della scuola primaria sono stati dotati di un PC portatile semplificato ed economico (sul tipo del portatile XO di Negroponte) che fa parte integrante del bagaglio scolastico come il diario e i quaderni. I bambini lo portano a scuola ogni giorno, e la sera lo riportano a casa per "fare i compiti" e per ricaricarlo.

Manutenzione peer to peer

Il progetto prevede una collaborazione permanente con gli studenti dell'ITIS Maiorana di Grugliasco - guidati dal professor Dario Zucchini, responsabile TIC dell'istituto, i quali hanno allestito i computer (i JumPC costruiti da Olidata), installando i programmi previsti e configurando il collegamento wireless alla rete internet. In più, gli studenti del Maiorana si occupano anche della manutenzione dei Jump PC quando i problemi evidenziati possono essere risolti anche senza l'intervento della casa produttrice. L'aiuto degli studenti dell'ITIS ha sollevato gli insegnanti della scuola primaria da tutti i problemi tecnici legati al collaudo e alla manutenzione delle macchine e dei programmi.

La sperimentazione

La sperimentazione, oltre che a Rivoli, avrà luogo in quattro città diverse, e permetterà di verificare le potenzialità dell’inserimento dell’uso del “computer da zainetto” nei percorsi didattici quotidiani e di sperimentarne l’uso anche nell'insegnamento della lingua inglese, delle materie scientifiche e della matematica.

Gli obiettivi

Traguardi dichiarati (in termini di competenze):

1. Essere in grado di usare le tecnologie e i linguaggi multimediali per sviluppare il proprio lavoro in più discipline, per presentarne i risultati e anche per potenziare le proprie capacità comunicative. 2. Utilizzare strumenti informatici e di comunicazione in situazioni significative di gioco e di relazione con gli altri. 3. Seguire istruzioni d’uso e saperle fornire ai compagni. 4. Usare oggetti, strumenti e materiali coerentemente con le funzioni e i principi di sicurezza che gli vengono dati.

... e i docenti?

Beh, questa è la prima volta che in Italia ci si misura con la SCUOLA 2.0. Come dice Francesc Pedrò, " ... no hai camino. Se hace el camino en andar". Credo che gli alunni siano i meno preoccupati. Ma per gli insegnanti è un evidente (e pesante) problema di cambiamento: di conoscenze, di competenze, di ruolo (e di saldezza di nervi). Cito direttamente Paola Limone:

"Non possiamo chiedere ai nostri alunni di raggiungere skills, di acquisire abilità e competenze se noi per primi non ci poniamo in un'ottica di lifelong learning tecnologico: non si finisce mai di imparare, di aggiornarsi, di sperimentare. Troppo spesso i docenti, per le motivazioni più disparate ..., si avvicinano alle TIC e frequentano corsi in presenza con la speranza di imparare a fare poche e semplici cose, memorizzandole per bene grazie ad appunti e/o manuali e ad esercitazioni collettive. Per dichiarata mancanza di tempo o, peggio, mancanza di computer, molti di loro finito il corso non sperimentano a casa, non leggono e non si aggiornano, non comunicano. E dimenticano, come ovvio. Facile poi andare in breve tempo in tilt alla prima difficoltà: un programma diverso da quello usato durante il corso o installato sul computer di casa, una diversa interfaccia, l'acquisto di nuove periferiche... In ogni caso è bene aver presente ... che i bambini hanno risorse infinite e spesso inaspettate per combinare piccoli e grandi "pasticci": la cartella cancellata, i files spostati, alcune impostazioni saltate ... In questi casi occorrono doti (che dovrebbero comunque far parte del bagaglio di ciascun docente, a prescindere dalle TIC...) quali la pazienza, la capacità di incoraggiare e di non drammatizzare il danno, la voglia di imparare insieme, di scoprire "il mistero del file scomparso", di trovare la soluzione ad un blocco del sistema, la disponibilità a chiedere aiuto in rete a colleghi più esperti... "

La condivisione, nuovo paradigma per la conoscenza

Credo che l'elemento più significativo che emerge dall'esperienza di Rivoli sia la condivisione delle conoscenze come leva per la produzione di nuova conoscenza. Questo approccio all'apprendimento (e all'insegnamento) trova la sua giustificazione nei modi con cui oggi si fa ricerca e si costruisce la conoscenza, e fa leva sulle possibilità offerte dalle tecnologie ICT. Nei nativi digitali, e comunque nei giovani, sembra essere un atteggiamento "naturale", certamente più comune che nelle generazioni come la mia, che pensano che se uno sa qualcosa "più" di un altro è più ricco e più "riuscito": quindi "... col cavolo che lo dico anche a te!". Sicuramente i giovani indiani di Sugata Mitra la pensano diversamente. Cito ancora Paola Limone:

"Il progetto UN COMPUTER PER OGNI STUDENTE ha previsto, fin dai primi passi, che il materiale prodotto dal gruppo di lavoro fosse messo a disposizione di tutti in rete: schede tecniche e didattiche, suggerimenti per la configurazione dei computer, elenchi dei programmi installati e suggerimenti di attività e percorsi attuabili, riflessioni sull'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nella didattica, programmazioni di classe, relazioni sul lavoro in corso di svolgimento. A supporto della comunicazione ci è stato offerto anche un blog nelle pagine del quotidiano La Stampa: è in questo spazio che noi docenti raccontiamo i passaggi più significativi del nostro lavoro in classe, linkando materiali prodotti dai bambini e documenti che possono essere utili o interessanti per chiunque stia seguendo il progetto. Non sarebbe stato possibile progettare in modo così dettagliato la configurazione dei computer senza uno studio attento dei migliori software utilizzabili nella didattica e delle esperienze didattiche significative e replicabili che con essi altri insegnanti hanno saputo proporre".

Leggi la relazione completa di Paola Limone al convegno dell'ADI

Leggi l'articolo sulla Stampa che presenta l'evento

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Opportunità di lavoro

Uno studio editoriale che sostiene Osservatorio Scienza, cerca autori, redattori e consulenti per la realizzazione di progetti editoriali, sia cartacei che multimediali, riguardanti le materie scientifiche a livello di scuola superiore. Si richiedono buone capacità comunicative. Se siete interessati, mettetevi in contatto con la redazione.

Il Convegno del 2005

Nel marzo del 2005 si è tenuto a Foligno il Primo Convegno Nazionale sulla Formazione Scientifica in Italia. Per conoscere le motivazioni dell'iniziativa,
i partecipanti e i temi in discussione, visita il sito.

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